I “Giardini all’Italiana”

I “Giardini all’Italiana”

In un recente articolo abbiamo parlato dei giardini e parchi storici italiani e dell’importanza che rivestono per il nostro paese, a livello culturale, sociale ed economico.

Rimanendo in tema ci vogliamo brevemente soffermare sull’origine e l’evoluzione dei “giardini all’italiana”, uno stile che, a partire dal Quattrocento, ha dato il via alla stagione dei giardini aristocratici che, dal Rinascimento in poi, si è espansa al resto dell’Europa.

Questi giardini trasformano le fredde fortificazioni medioevali in ambienti più piacevoli e rilassanti.

A Firenze, l’architetto Michelozzo progetta per Cosimo dei Medici un palazzo dotato di un cortile interno per accogliere eventi pubblici, ma anche da un giardino protetto da mura. Una vera e propria stanza aperta per le attività della famiglia.

A Pienza, un altro architetto, Rossellino, ristruttura il palazzo di famiglia di Papa Pio II, progettando anche un piccolo giardino pensile di forma quadrata. Questo spazio sopraelevato offre ancora oggi una magnifica vista verso la sottostante Valdorcia, creando un ideale collegamento fra il paesaggio della valle e il giardino chiuso.

Nel Cinquecento, le ville di campagna divennero popolari, con giardini sempre più elaborati che riflettevano la grandezza dei proprietari.

A Firenze Giorgio Vasari riprogetta la villa di Castello, mentre l’annesso giardino emblema della potenza e magnificenza della casata medicea è opera di Niccolò Tribolo.

Si tratta di un fulgido esempio di giardino assiale su più livelli, con fontane e terrazze, sviluppato su un disegno geometrico a prospettiva centrale, rigorosamente simmetrico.

È un secolo questo in cui i giardini si moltiplicano in tutta Europa e in Italia, all’essenzialità dei giardini toscani, si affianca l’esuberanza romana che crea un connubio tra misura, regola, ricchezza degli elementi decorativi, e presenza dell’acqua.

Intorno alla metà del Cinquecento vengono costruiti tre giardini che sono un chiaro esempio di questa impostazione: Caprarola e Bagnaia, entrambi commissionati al Vignola, villa d’Este a Tivoli progettata da Pirro Ligorio nel 1560.

La villa d’Este a Tivoli è giustamente famosa nel mondo per il suo spettacolare giardino con giochi d’acqua e statue, che ha fortemente influenzato i successivi giardini barocchi italiani e francesi.

Lo stile geometrico e decorativo dei “giardini all’italiana” ha dominato la scena paesaggistica fino al Settecento, quando è sopraggiunta la moda del giardino all’inglese.